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Tradizioni natalizie in Calabria.

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Il Natale, lo sappiamo, è il trionfo della gastronomia in ogni parte d'Italia, soprattutto per quanto riguarda i dolci. E la Calabria non fa eccezione.
I festeggiamenti natalizi iniziano il 7 dicembre, vigilia della festa dell'Immacolata Concezione, quando vengono preparate delle ciambelle fritte chiamate cuddrurieddri o cullurelli o crespelle, a seconda della provincia, che si possono consumare sia zuccherate che salate.


A seguire, per le feste di Natale vere e proprie, arriva il turno dei Turdilli, dei dolcetti a base di farina, vino rosso o liquore e zucchero che si friggono in olio bollente e si mangiano cosparsi di miele d'api o di fichi (se avete la fortuna di trovarlo, perchè è un prodotto davvero raro).
Gli scalilli o scalille, che significa piccole scale, sono originari del cosentino e si ottengono da un impasto lievitato, tagliato a striscioline che vengono poi arrotolate su un mestolo di legno per dargli la forma a scaletta, per l'appunto. Anche questi vengono fritti in olio e corsparsi di zucchero. Le chianulille sono dei panzerotti a forma di mezzaluna ripieni di mostarda, ricotta oppure miele e frutta secca, che si possono friggere ma anche cuocere nel forno.



Non solo dolci, comunque, la tradizione prevede anche la preparazione casalinga del pane detto natalisi, sul quale, prima di infornarlo viene posta una croce di pasta o altro simbolo religiosi. Diffuso è anche un pane a forma di bambino in fasce, chiamato Natalicchiu, che si consuma, in segno di devozione, fino al giorno dell'Epifania.

Ma le tradizioni natalizie non si limitano solo alla cucina! Molto sentita è la devozione religiosa, che sfocia nella rappresentazione della natività tramite presepi viventi organizzati in diversi centri e borghi della regione.

Il più conosciuto è sicuramente il presepe vivente di Panettieri, un piccolo centro di poche centinaia di abitanti, in provincia di Cosenza. L'evento, che si ripete ogni anno con una ambientazione diversa, è recentemente entrato a far parte degli Eventi Culturali Storicizzati della Regione Calabria. All'interno del borgo vengono ricostruiti gli scenari dell'epoca e numerosi figuranti accompagnano i visitatori fino alla capanna della natività al suono delle zampogne, per rivivere quei momenti immersi in una atmosfera magica e solenne.

Ma sono numerosi i borghi che si prestano a questa rappresentazione storico/religiosa: Scigliano, Macchia, Soriano Calabro, Cannitello, Piscopo e tanti altri.
A Sambucina potrete ammirare il presepe vivente itinerante, un percorso tra i sentieri circostanti, con figuranti in costume, animali, fuochi e accampamenti ricostruiti fedelmente. A Joppolo invece va in scena il presepe vivente sceneggiato: numerosi attori vi accompagnano dall'Annunciazione dell'arcangelo Gabriele a Maria fino al famoso discorso della montagna tenuto da Gesù sul monte delle beatitudini.

Ma in Calabria non è Natale se non ci sono gli mberu mbaresji, cioè i suonatori di zampogna, un vero patrimonio culturale in questa regione.
Le zampogne, molto diffuse tra i pastori venivano usate durante tutto l'anno come richiamo per gli animali o come intrattenimento durante le transumanze. A Natale i pastori scendevano in città con le loro zampogne per intrattenere gli abitanti e guadagnare qualcosa. E ancora oggi è possibile ascoltare le loro musiche e ammirarli negli abiti tradizionali con mantello, cappello, gilet e scarponi con scaldamuscoli in lana, durante tutto il periodo delle festività.

 

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