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Il tartufo di Pizzo Calabro

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In Calabria il gelato si identifica con il tartufo di Pizzo Calabro. È un rito ormai consolidato nella tradizione del gusto che diventa identità del territorio, apprezzato anche al di là dei confini nazionali.

Gustare il tartufo di Pizzo Calabro

Definire il gusto del tartufo di Pizzo Calabro non è semplice, perché rispecchia un modo di preparazione unico che si è tramandato nei decenni.
Quando i "pizzitani" ( in italiano napitini) e coloro che si trovano a passare dalla ridente cittadina tirrenica della provincia vibonese vogliono un gelato, non possono fare a meno di assaggiare proprio questo concentrato di sapori genuini.
Quella che è diventata una tradizione gelatiera è però nata abbastanza di recente, perché risale agli anni '50.
Il luogo dove è stato ideato è certamente quello di Piazza della Repubblica che è la più importante di Pizzo Calabro, dove sono sorte le prime gelaterie artigianali.

 


Come è fatto il tartufo di Pizzo

La preparazione del tartufo di Pizzo Calabro, come accennato, è artigianale, nel senso che non ci sono macchinari o altre adulterazioni. Sono le mani del gelataio o del pasticcere che gli danno questa forma vagamente tondeggiante, che ricorda il pregiato fungo. Il profumo, però, è quello di una crema molto densa e corposa alla nocciola.
La nocciola è preparata con ingredienti genuini e del posto, nella maggior parte dei casi biologici, come le uova, le nocciole, il latte intero, lo zucchero. Non contiene alcun conservante o colorante, perché così impone l'etica dell'arte gelatiera artigianale e solo in questo modo il prodotto acquista il valore che oggi può vantare.
Una caratteristica importante è che non ha aria incorporata, come accade nelle preparazioni di molti gusti del gelato. Per questo motivo la nocciola risulta estremamente cremosa, molto compatta, con l'obiettivo di contenere un cuore denso di cioccolato liquido.
All'esterno viene ricoperto di un sottile strato di cacao amaro in polvere e quindi servito al cucchiaio.
Ogni gelato è un prodotto a sé, quindi una monoporzione. A differenza del passato, quando la forma veniva data dalle mani nude per essere mangiato di lì a poco, oggi viene arrotolato in una carta, per preservare il gusto e anche la forma.
Sono numerose le gelaterie artigianali a Pizzo che si fregiano della produzione di questo gelato così particolare. Arrivare al cuore del tartufo e vedere il cioccolato che fuoriesce e si mescola alla nocciola, è un'esperienza gustativa e sensoriale esaltante.
Per andare incontro anche a chi vuole sperimentare altri tipi di tartufo di Pizzo Calabro, oggi è disponibile in altri gusti. Al limone, alla frutta, alla panna, al caffè e molti altri ancora, sempre con un cuore cremoso a seconda del gusto da esaltare.

 

Pizzo Calabro e il turismo

Il tartufo di Pizzo Calabro è ormai un gelato che si esporta in mezzo mondo, gustato anche sulle tavole degli chef stellati e delle occasioni gourmet.
Gustare il tartufo nella piazza principale è un valore aggiunto alla bellezza di questi luoghi. A poca distanza si trova un affaccio panoramico, che gli abitanti locali chiamano "'u spunduni", cioè "lo spuntone", perché protende verso il golfo con una visuale emozionante, specie al tramonto.
Sulla stessa piazza d'estate si susseguono eventi, feste, spettacoli musicali, rappresentazioni teatrali in vernacolo e la notte diventa come il giorno. A fare un bagno nello splendido mare di Pizzo, si va in tarda mattinata, magari di fronte alla suggestiva chiesetta di Piedigrotta scavata nel tufo.
La storia di questa chiesa risale al '600 tra leggenda e fatti realmente accaduti, che ha portato alla deposizione di un quadro votivo della Madonna e di una processione di statue disseminate per tutta la grotta.
A pochi metri dalla piazza si trova il Castello Murat, dove fu eseguita la condanna a morte del generale francese nonché re di Napoli, che qui visse anche la sua prigionia.
All'interno del castello si possono ammirare gli allestimenti e alcune lettere autografe di Murat, con un'ambientazione che riporta indietro nel tempo.
Ecco dunque dove vi porterà la voglia di gustare il rinomato tartufo di Pizzo Calabro.

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