+39 0963 374061 •
  Home -  Blog  -  CalabriaGo

I Bronzi di Riace

Pubblicato in CalabriaGo

     Il 16 Agosto 1972, in località Porto Forticchio di Riace Marina, a 300 m dalla spiaggia e a pochi metri di profondità, furono avvistate le statue che di lì a poco sarebbero divenute i Bronzi di Riace. Sin dai primi interventi di pulitura e restauro fu confermato trattarsi di autentici esemplari dell'arte greca del V secolo a.C., di cui ci sono pervenuti solo rarissimi esempi: oltre ai Bronzi, l'Auriga di Delfi e il Cronide di Capo Artemisio conservati al Museo Archeologico Nazionale di Atene.

                              

     Oltre al bronzo, le sculture riveleranno la presenza di avorio per le ciglia, argento per i denti, rame per evidenziare labbra, capezzoli e ciglia; calcite per la sclera degli occhi e pasta di vetro per le iridi. Una pietra rosa, infine, per la caruncola lacrimale.

     Il primo restauro è stato realizzato tra il 1975 e il 1980; durante l’ultimo restauro, avvenuto tra il 2010 e il 2013, si è conclusa la rimozione della terra di fusione posta all’interno delle statue, che ha portato il peso dai 400 kg originari agli attuali 160 kg. L’altezza dei Bronzi sfiora i due metri.

     Ancora oggi non c’è unanimità sulla datazione, la provenienza e la realizzazione dei Bronzi. Attualmente l’ipotesi più diffusa tende a considerare i Bronzi opere originali della metà del V sec. a.C. Lo stile rimanderebbe a stilemi dorici propri del Peloponneso e dell’Occidente greco. In epoca romana il braccio destro si ruppe e fu eseguita una seconda fusione del braccio stesso, fatto questo di cui non ci sono noti altri esempi. L’esame delle terre di fusione dimostrerebbe che le due statue sono state realizzate ad Argo nel Peloponneso e si ricollegherebbero al mito dei Sette a Tebe; esse raffigurerebbero un oplita (Bronzo A) e un re guerriero (Bronzo B).

                                 

                                        Bronzo A                       Bronzo B

  Secondo lo studioso Daniele Castrizio, il Bronzo A in origine presentava un elmo corinzio, una lancia e uno scudo oplitico; le tracce della presenza dell’elmo sarebbero ancora perfettamente leggibili nell’opera. Castrizio sostiene che lo scultore abbia voluto rappresentare due eroi che ricevevano un culto religioso e perciò venivano mostrati nudi. Entrambi sono guerrieri, con la differenza che il Bronzo B è un guerriero con autorità militare, come dimostra la cuffia, che identificava il comandante militare e il re. Dobbiamo perciò scartare tutte le ipotesi che vedono nei Bronzi la rappresentazione di atleti.

     Castrizio identifica i Bronzi con i due fratelli Eteocle e Polinice sulla base di un confronto tra le due statue di Riace e una scena con cinque personaggi, rappresentata su vari reperti archeologici (sarcofagi, formelle e urne). Questa scena si ricollega a una versione tipicamente magnogreca e occidentale del mito di Eteocle e Polinice, riportata dal poeta Stesicoro, in cui interviene la madre Giocasta nel duello finale fratricida, mentre nella tragedia attica Giocasta non compare (I Sette contro Tebe di Eschilo), oppure è già morta impiccata dopo aver appreso dell’incesto con Edipo (Edipo tiranno di Sofocle). Questa versione si differenzia da tutte le altre rappresentazioni del duello fratricida anche perché i due fratelli non sono raffigurati nell’atto di colpirsi reciprocamente o mentre muoiono, come generalmente avviene. Osservando i personaggi della scena, si nota come i due fratelli Eteocle e Polinice siano molto simili ai due Bronzi di Riace.

     Gli studiosi hanno messo in relazione la scena suddetta con i Fratricidi di Pitagora di Reggio, un gruppo statuario celebre fino alla tarda antichità di cui ci dà notizia l’autore cristiano Taziano l’Assiro. Un’altra importante testimonianza del gruppo statuario di Pitagora reggino la ritroviamo nella Tebaide di Stazio. Pitagora di Reggio, allievo di Clearco di Reggio, è stato il più grande scultore in bronzo dell’Occidente greco. Egli immortalò nel bronzo gli atleti vincitori ad Olimpia tra il 480 a.C. e il 448 a.C. Secondo Plinio, Pitagora per primo realizzò in maniera più accurata i nervi, le vene e i capelli. Lo scultore viene lodato pure da Pausania e da Diogene Laerzio.

     I Romani saccheggiarono Argo nella prima metà del I sec. a.C. e portarono a Roma le opere più significative; tra queste, secondo Castrizio, anche il gruppo dei Fratricidi di Pitagora. Successivamente lo studioso ipotizza un viaggio dei Bronzi da Roma verso Costantinopoli, quando l’intera collezione di opere d’arte fu trasferita nella nuova capitale dell’impero. La nave che li trasportava, fermatasi nel Porto di Kaulonia, oggi Porto Forticchio, sarebbe stata investita da una mareggiata e avrebbe disperso il suo carico.

    ….

I Bronzi si trovano attualmente al Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria.  Il Museo affaccia sulla centrale Piazza De Nava, non lontano dalla straordinario lungomare della città. La sua istituzione fu fortemente voluta dal grande studioso e archeologo Paolo Orsi, che in terra di Calabria condusse importantissime campagne di scavo. Inaugurato nel 1959, il Museo è stato oggetto nel corso degli anni di vari rifacimenti ed è stato recentemente restaurato

 

    

     Al Museo è possibile ammirare altri importanti reperti come l’Acrolito di Apollo (440- 430 a. C., dal santuario di Punta Alice a Cirò Marina), la Testa in bronzo del filosofo (risalente alla metà del V sec. a. C., dal Relitto di Porticello, Villa San Giovanni), i Dioscuri a cavallo con tritoni e figura femminile (fine del V sec. a. C. dal tempio di Marasà di Locri Epizephiri).

                                   

  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi
  • Img 1422093557bronzi

Sei un proprietario? Pubblica su CalabriaGo!

Pubblica la tua struttura a soli 2 euro al mese!