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A Reggio Calabria gli scavi archeologici portano alla luce nuovi preziosi ritrovamenti

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Reggio Calabria fu una delle più importanti città della Magna Grecia nonché sito occupato precedentemente da un popolo ancora più antico come gli Ausoni.
La storia di questa città, che prende il nome dal toponimo "Rhegion", che pare le fu attribuito dal figlio di Eolo, Iokastos, nonché fondatore più di 3 mila anni fa, è legata alla Magna Grecia.

Gli scavi a piazza Garibaldi
Le tracce della storia di Reggio Calabria sono disseminate per tutta la città e diverse sono anche assai recenti, come è accaduto nel caso di Piazza Garibaldi dove mentre c'erano dei lavori per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo, sono venuti alla luce dei resti di mattoni in laterizio. In un primo momento sono stati datati come di epoca romana. Gli scavi in piazza Garibaldi a Reggio Calabria sono cominciati soltanto nell'aprile scorso e già sono stati riportati alle luce piatti, monili, alcune decorazioni femminili e delle anfore, che probabilmente risalgono a un'epoca precedente, cioè quella greca.
La storia più antica di Reggio Calabria infatti è legata ai greci e alle opere che realizzarono sul suolo cittadino, come le mura di cinta.

Le mura greche e il parco archeologico
Le mura greche di Reggio Calabria dove sorge anche il parco archeologico omonimo, si trovano presso il bellissimo Lungomare Falcomatà. Da qui si possono distinguere 2 file di muri in pietra paralleli, congiunti da un ulteriore muro perpendicolare.
Gli studiosi sono divisi sulla datazione precisa della loro costruzione. Alcuni pensano che risalgano al V secolo a.C. per via del fatto che uno dei muri è in mattoni "crudi", che dovrebbero risalire al tempo della tirannia di Anassila. Altri studiosi ritengono che il tratto di mattoni cotti possa essere collocato cronologicamente nel periodo del tiranno Dionisio II, che restò a Reggio per soli 5 anni, dal 356 al 351 a.C., quando venne scacciato. Altri ancora fanno risalire la costruzione di entrambi i muri alla fine del IV secolo a.C., ma è sicuro che le due file unite dal muro più corto fossero poi riempite di detriti e pietra, per difenderla dagli attacchi dal mare. Nella città di Reggio Calabria però vi fu sempre penuria di pietra per le fortificazioni, per cui si pensa che il materiale arrivasse dal letto di un fiume. Dei muri, tuttavia, non rimane molto anche per via dei numerosi e fortissimi terremoti che hanno colpito la città nei secoli, ma si può immaginare quanto fossero possenti. Altri resti di mura greche si trovano anche nei pressi della collina del Trabocchetto e su quella degli Angeli.

La necropoli di Reggi Calabria
E' più esatto parlare delle 3 necropoli di Reggio Calabria che idealmente si collocano intorno a quello che un tempo era la polis greca. Uno dei siti si trova proprio sotto l'attuale Museo Nazionale, da poco riaperto al pubblico, e dove si possono ammirare i Bronzi di Riace.
Si tratta di una tomba con un unico ambiente che oggi si può ammirare collocata tra il lungo mare Falcomatà e il Corso V. Emanuele III. Il suo ritrovamento fu dovuto ai lavori per le fondamenta dell'adiacente Palazzo Piacentini.
Un'altra tomba di età ellenistica risalente al II secolo a.C. si trova in via Demetrio Tripepi ed è anch'essa formata da un unico ambiente con tetto a volta. I resti ossei che sono stati ritrovati erano adagiati su un ripiano in malta. I muri dovevano essere rifiniti con calce bianca di cui però non è rimasto nulla. Il corredo funerario era abbastanza povero, con pochi utensili come una ciotola, urne per unguenti e oggetti di uso quotidiano.
Un'ulteriore necropoli è quella di Santa Caterina dove sono state rinvenute anche tombe di epoca romana. Le tombe erano architettonicamente diverse: alcune a volta altre interrate e i cimeli funerari erano esigui, tranne che per un'urna con ossa carbonizzate e un'iscrizione, che sono oggi conservate al Museo Nazionale.

I siti archeologici della Calabria
I siti archeologici della Calabria sono numerosi in virtù delle diverse occupazioni subite nei secoli, con resti sopratutto greco- romani, ma anche preistorici.
Tra questi possiamo citare proprio in provincia di Reggio Locri Epizeferi, attuale Locri, con il suo teatro greco e gli scavi circostanti, ma anche Kaulon (attuale Caulonia) dove sono visibili i resti di un tempio dorico e le mura difensive che lambiscono le acque del mare ; il parco archeologico di Scolacium (Squillace) nei pressi dell'attuale Roccelletta di Borgia di epoca romana; quello di Capo Colonna non lontano dall'antica Kroton (Crotone) con i resti del tempio di Hera Lacinia; quello di Sybaris (attuale Sibari) anch'esso di epoca romana. Nella provincia di Vibo Valentina sono diversi i ritrovamenti di insediamenti protostorici come sotto la Cattedrale di Tropea. Bellissimo il Castello di Briatico Vecchio con il relativo centro abitato e la torre di avvistamento di origine greco-romana e i resti sottomarini del porto nella Baia di Trainiti con la relativa villa di epoca romana. Sono solo alcuni dei siti da visitare, ma tantissimi altri possono essere valorizzati e riscoperti da chi ama questa terra e la sua storia.

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